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Storia delle chiavi: dalla Mesopotamia al cilindro europeo

Chiavi e serrature sono tra i miracoli della tecnologia cui prestiamo meno attenzione. Apriamo e chiudiamo porte e cancelletti senza preoccuparci, dando il gesto per scontato. Eppure, le serrature per porte blindate di ultima generazione sono lontane anni luce dalle prime che furono create. Scopriamo qual è la loro storia e come siamo arrivati alle chiavi e alle serrature che tutti conosciamo. Soprattutto, vediamo insieme come queste tecnologie si sono fatte sempre più sicure nei secoli.

Una serratura vecchia 4.000 anni

Circa 4.000 anni fa, in Mesopotamia, si impose una tecnologia così innovativa da far impallidire i moderni smartphone: la serratura. Per la prima volta, divenne possibile allontanarsi da casa lasciando i propri beni incustoditi. Una rivoluzione.

Si trattava di una serratura per porta interna ed esterna, composta da una chiave rudimentale e da un meccanismo in legno. Nonostante alcune ovvie differenze, era piuttosto simile alle serrature odierne. Il meccanismo di chiusura aveva dei pistoni di lunghezza variabile, che tenevano la porta chiusa. Per aprirla, bisognava inserire una chiave specifica che alzava e abbassava i pistoni a piacere. Non proprio una serratura blindata esterna, ma comunque un netto miglioramento rispetto al nulla.

Dato che certe cose non cambiano mai, con le prime serrature arrivarono anche le prime tecniche di scasso. Di conseguenza, gli egizi decisero di migliorare la tecnologia mesopotamica. Il meccanismo rimase di legno, ma i pistoni divennero di ottone, più difficili da rompere.

La prima serratura blindata esterna (più o meno)

Serrature e chiavi rimasero quasi immutate fino al Medioevo. Purtroppo il meccanismo in legno aveva i propri limiti: c’era bisogno di una tecnologia nuova, all’avanguardia. Fu così che nacque la prima serratura blindata esterna, o comunque il corrispettivo del tempo.

Gli artigiani inglesi crearono un meccanismo in metallo con un buco per la chiave e un cilindro in fondo. Dentro il cilindro c’erano dei piatti concentrici con un pattern unico. Per girarli e sbloccare il meccanismo, serviva una chiave con il pattern corrispondente.

Le serrature di questo tipo rimasero in uso per secoli. I grandi signori facevano a gara per prendere al loro servizio i fabbri migliori, che concepissero pattern sempre più complessi. Dal canto loro, i ladri si misero a propria volta al lavoro.

Per aprire queste “serrature per porte blindate di ultima generazione” i ladri usavano una sorta di passe-partout. Conoscendo la forma base della chiave era possibile costruire una copia molto basilare ma in grado di aprire la porta. A un certo punto fu chiaro che questa tecnologia non bastava più: servivano nuove chiavi e nuove serrature.

Dal doppio bloccaggio alla serratura a cilindro

Nel 1778, Robert Barron creò la serratura a doppio bloccaggio. Per sbloccare la serratura, non bastava sollevare un livello di pistoni: ogni serratura aveva 2-4 livelli, tutti diversi tra loro. Allineare i pistoni era più difficile rispetto a prima, ma era comunque possibile.

Nel 1784, Joseph Bramah propose una propria variante, definita impenetrabile. La chiave cilindrica premeva contro i dischi all’interno del meccanismo, colpendoli a profondità diverse a seconda della forma. Per scassinarla, il fabbro Alfred C. Hobbs impiegò 51 ore. Era il 1851 e la serratura di Bramah era rimasta inviolata per più di mezzo secolo. Ciononostante, oltreoceano il futuro era già arrivato.

Era il 1843 quando Linus Yale brevettò l’antesignana della nostra serratura blindata esterna. La sua era la prima serratura a cilindro ed era una rivisitazione delle serrature egizie. La chiave era piatta e scanalata, con tacche su un lato. Ti sembra familiare? Forse perché ne hai in tasca almeno una simile, anche se oggi chiavi del genere si usano soprattutto per la serratura di una porta interna.

Invece di aggiungere nuovi livelli, Yale rimpicciolì chiave e buco della serratura. Grazie alle scanalature e alle tacche, la chiave entrava in un solo buco. Qui allineava i pistoni e sbloccava un piccolo tappo che a propria volta ruotava e sbloccava la serratura.

Inizio e fine della serratura a doppia mappa di nuova generazione

Nel giro di qualche anno, i ladri si armarono di grimaldelli e impararono a scassinare anche la serratura di Yale. Arrivò quindi la serratura a doppia mappa di nuova generazione, con la sua caratteristica chiave a stelo. Purtroppo anche la doppia mappa si rivelò vulnerabile agli attacchi dei ladri. Il buco della serratura molto grande lasciava infatti ampio spazio di manovra ai ladri. Per fortuna arrivò ben presto un’alternativa.

Oggi si consiglia di sostituire la serratura della porta blindata da doppia mappa a cilindro europeo. Il cilindro europeo è infatti l’alternativa di gran lunga migliore per una serratura blindata esterna. Il buco della serratura è piccolo e non lascia spazio a grimaldelli e altri attrezzi. Impedisce inoltre di eseguire una copia della chiave con la tecnica della pongata. Nonostante questo, i ladri sono in continua evoluzione.

I modelli vecchi o economici di cilindro europeo sono vulnerabili alla tecnica del bumping. Il ladro fa saltare le molle dei perni e, così facendo, apre la porta. Come fare per difenderti? Scegliere solo serrature per porte blindate di ultima generazione, dotate di sistema anti-bumping.

La migliore serratura per porta blindata? Scoprilo con il Centro Sicurezza Facchetti

Se c’è una cosa che la storia ci insegna è che i ladri non si fermano mai. Non fare l’errore di sottovalutarli: scegli la migliore serratura per porta blindata per casa tua. Il Centro Sicurezza Facchetti ti propone una vasta gamma di prodotti: per conoscerli tutti e scegliere quello più adatto a te, contattaci.